C'è un momento dell'anno in cui Matera smette di essere una meta e torna a essere una città. Da novembre a febbraio i gruppi diradano, i vicoli dei Sassi si svuotano e capita di attraversare interi rioni sentendo soltanto i propri passi sulla pietra. Chi ha visto Matera solo in alta stagione fatica a crederci, ma è forse la versione più vera che esista.
Il silenzio come attrazione principale
In bassa stagione i punti panoramici più fotografati diventano frequentabili senza attese, i musei si visitano con calma e le guide hanno tempo per rispondere alle domande invece di gestire gruppi numerosi. Anche il rapporto con chi ci vive cambia: nei mesi tranquilli si conversa più facilmente, si ricevono indicazioni che nessuna mappa contiene, si viene trattati da ospiti e non da flusso.
C'è poi il vantaggio pratico, tutt'altro che secondario: le tariffe degli alloggi scendono sensibilmente rispetto ai mesi caldi e ai ponti, e diventa realistico permettersi una sistemazione nel centro storico, a pochi passi dai Sassi, invece di dormire lontano dal cuore della città.
Cambia anche il modo di muoversi. Senza code e senza flussi da attraversare si possono percorrere i vicoli seguendo la curiosità invece di un itinerario, tornare due volte nello stesso punto a ore diverse, fermarsi a lungo su un belvedere senza sentirsi di passaggio. Matera è una città piccola: quando è vuota si lascia esplorare con una libertà che in primavera o in estate semplicemente non concede.
La luce bassa sul tufo
L'inverno regala a Matera la sua luce migliore. Il sole resta basso sull'orizzonte per tutto il giorno e colpisce le facciate scavate di taglio, facendo emergere ogni rilievo, ogni gradino, ogni apertura ricavata nella roccia. Le ombre sono lunghe dalla mattina alla sera e il tufo passa dal grigio all'oro nel giro di poche ore.
Le giornate limpide dopo una perturbazione sono le migliori in assoluto: l'aria è tersa, la vista sulla Murgia si apre fino ai profili lontani e il contrasto fra cielo e pietra diventa nitidissimo. Chi fotografa dovrebbe considerare seriamente questa stagione, che offre in pieno giorno la stessa qualità di luce che d'estate si ottiene solo all'alba.
Il Natale e il presepe vivente
Non è un caso che Matera venga spesso descritta come un presepe naturale: le case scavate una sopra l'altra, i tetti che diventano strade, le grotte aperte sul vuoto compongono una scenografia che il periodo natalizio esalta. Nelle settimane fra dicembre e gennaio la città si illumina e i Sassi diventano il palcoscenico di una tradizione ormai consolidata, il presepe vivente, che coinvolge centinaia di figuranti in costume lungo un percorso di alcuni chilometri fra i due rioni.
È un'esperienza che vale la pena mettere in conto se si viaggia in quelle settimane, tenendo presente che è l'unico momento dell'inverno in cui la città si riempie davvero. Chi cerca il vuoto assoluto troverà più soddisfazione a gennaio inoltrato o in febbraio.
La cucina che l'inverno mette in tavola
La cucina lucana dà il meglio proprio nei mesi freddi, perché è nata per riscaldare. Zuppe dense di legumi e cereali, cialledda calda con il pane raffermo, carne di pecora o castrato cotta a lungo nella pignata di terracotta, verdure invernali come le cime di rapa e i cardi, e il pane di Matera IGP che accompagna tutto.
Anche il rito del pasto cambia: si mangia più lentamente, si resta a tavola più a lungo, e in una stagione in cui il buio arriva presto questo diventa parte del viaggio invece che una pausa dal viaggio. È il momento giusto anche per esplorare i vini rossi dell'entroterra lucano, che chiedono piatti sostanziosi e temperature basse.
Cosa mettere in conto
L'inverno materano è freddo ma raramente estremo, e scendere sotto lo zero non è la norma; il fattore che si sottovaluta è semmai il vento sul pianoro e l'umidità nel fondo della gravina. Servono strati, una giacca antivento e scarpe impermeabili con buona aderenza: la pietra bagnata dei Sassi è sdrucciolevole e le scale sono ovunque.
Va messo in conto qualche giorno di pioggia e qualche orario ridotto per alcune attività, quindi conviene verificare le aperture prima di programmare la giornata. E va accettato che il buio arrivi presto: significa semplicemente iniziare a camminare prima la mattina e riservare la sera al tavolo, al vino e ai vicoli illuminati, che d'inverno hanno un fascino tutto loro.
Un ultimo consiglio riguarda l'alloggio. Gli ambienti scavati nella roccia mantengono una temperatura stabile tutto l'anno, ma è sempre bene verificare che la sistemazione scelta sia riscaldata come si deve e ben isolata dall'umidità. Rientrare in una casa calda dopo una giornata di vento sul pianoro fa parte, a tutti gli effetti, dell'esperienza dell'inverno materano.
Dormite nel centro storico di Matera — L'albero della Vita
Due camere con bagno privato sotto volte in tufo, a pochi passi dai Sassi. Colazione inclusa, aria condizionata e cucina completa a disposizione degli ospiti.