Sono oltre un centinaio, scavate nella roccia tra i Sassi e la Murgia, e raccontano un cristianesimo antico fatto di eremiti, comunità monastiche e pittori itineranti. Visitarle tutte è impossibile in un soggiorno breve: meglio sceglierne poche e guardarle davvero, lasciando che gli occhi si abituino alla penombra.
Che cosa è davvero una chiesa rupestre
Una chiesa rupestre non è costruita ma sottratta: si ricava scavando la calcarenite, seguendo il banco di roccia e riproducendo al negativo elementi architettonici che altrove sarebbero portanti. Nascono così absidi, pilastri, cupolette e archi che non reggono nulla, ma citano le grandi chiese costruite. È un'architettura per sottrazione, ed è questo che la rende sorprendente.
Sulle pareti, spesso su più strati sovrapposti, si trovano affreschi realizzati in epoche diverse, con influenze bizantine e latine che convivono nello stesso ambiente. Molti cicli sono frammentari, altri sono stati danneggiati dall'umidità o dai riusi come stalle e depositi nei secoli dell'abbandono: fa parte della loro storia e va guardato con questo sguardo.
Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterrone
È il complesso più riconoscibile della città: occupa lo sperone roccioso che emerge nel mezzo del Sasso Caveoso, con la piccola facciata bianca incastonata nella pietra e la croce sulla sommità. L'ambiente principale, di impianto tardomedievale, comunica attraverso un corridoio con la cripta più antica dedicata a San Giovanni in Monterrone, che conserva affreschi realizzati in un arco di secoli molto ampio.
La posizione è parte dell'esperienza: dalla terrazza davanti all'ingresso lo sguardo abbraccia il Caveoso, la Gravina e l'altopiano murgico. Vale la pena arrivarci in un momento tranquillo della giornata, perché gli spazi interni sono raccolti e si visitano meglio senza folla.
Santa Lucia alle Malve, la chiesa delle monache
Poco distante dalla rupe di Monterrone si apre Santa Lucia alle Malve, legata al primo insediamento monastico femminile benedettino della città, di fondazione altomedievale. L'interno è diviso in tre ambienti che con il tempo hanno assunto la funzione di navate e conserva affreschi di grande qualità, realizzati tra il basso Medioevo e l'età moderna.
È una delle chiese che meglio raccontano la stratificazione dei Sassi: dopo la fine dell'uso liturgico, parte degli ambienti fu riutilizzata come abitazione, e le tracce di quella vita quotidiana convivono con le figure dei santi. Un dettaglio che spiega meglio di molte parole come, a Matera, il sacro e il domestico abbiano sempre condiviso la stessa pietra.
San Pietro Barisano e il complesso della Madonna delle Virtù
Sul versante opposto, nel Sasso Barisano, si trova San Pietro Barisano, la più estesa chiesa rupestre della città. Colpisce per l'ampiezza degli ambienti scavati, per l'abside monumentale e per i vani sotterranei collegati alla navata, che raccontano usi funerari e devozionali oggi poco intuitivi ma allora del tutto ordinari.
Poco più a valle, affacciato sulla Gravina, si sviluppa il complesso della Madonna delle Virtù e di San Nicola dei Greci: due chiese, un monastero, una casa grotta e una cantina, tutti collegati da passaggi stretti e scalinate ripide. Il percorso interno si conclude con un affaccio bellissimo sul canyon, e gli ambienti ospitano periodicamente mostre ed eventi culturali.
Fuori città: la Cripta del Peccato Originale
A pochi chilometri dal centro, in aperta campagna verso la Murgia, si nasconde la chiesa rupestre nota come Cripta del Peccato Originale. È famosa per il ciclo di affreschi altomedievale che ne riveste le pareti, attribuito a un anonimo maestro soprannominato il Pittore dei Fiori di Matera per i grandi fiori rossi che accompagnano le scene.
Il racconto parte dalla Creazione e arriva alla cacciata dei progenitori, con un dettaglio che i visitatori ricordano sempre: il frutto proibito non è una mela ma un fico. La visita si effettua esclusivamente su prenotazione e in gruppi accompagnati, quindi va organizzata per tempo tramite i canali ufficiali del sito, verificando modalità di accesso e indicazioni per raggiungerlo.
Come organizzare il giro senza correre
Nei Sassi diverse chiese rupestri sono gestite in circuito, con biglietti cumulativi che conviene valutare già alla prima visita. Gli orari variano con la stagione e alcune aperture dipendono dal meteo o dalla presenza del personale: una verifica il giorno prima sui canali ufficiali evita quasi ogni imprevisto.
Dal punto di vista pratico, meglio accorpare per zona: le chiese del Caveoso in una mezza giornata, quelle del Barisano in un'altra, lasciando la Cripta del Peccato Originale a un momento dedicato, perché richiede lo spostamento fuori città. Dentro le chiese la temperatura resta fresca anche d'estate, quindi una felpa leggera nello zaino è sempre una buona idea. Alloggiare nel centro storico rende tutto più semplice: si esce, si visita e si rientra senza spostamenti complicati.
Dormite nel centro storico di Matera — L'albero della Vita
Due camere con bagno privato sotto volte in tufo, a pochi passi dai Sassi. Colazione inclusa, aria condizionata e cucina completa a disposizione degli ospiti.