Ci sono piatti che nascono per nutrire e piatti che nascono per tenere insieme le persone. La crapiata appartiene alla seconda famiglia: è la zuppa che, alla fine del raccolto, riuniva le famiglie dei vicinati dei Sassi attorno a un solo grande paiolo. Ogni anno, il primo agosto, Matera continua a prepararla.
Che cos'è la crapiata
La crapiata è una zuppa contadina fatta di legumi e cereali cotti a lungo insieme: fave, fagioli, ceci, cicerchie, lenticchie, grano e patate. Nessun ingrediente costoso, nessun condimento ricco: acqua, tempo, un filo d'olio e poco altro.
Il risultato è un piatto denso e rustico, che sa di campagna e di dispensa. La preparazione richiede l'ammollo dei legumi la sera prima e una cottura lenta, perché ogni ingrediente ha i suoi tempi. È una di quelle ricette che non si improvvisano e che, non a caso, si facevano in tanti.
Le proporzioni non sono mai state fisse, e proprio per questo la crapiata non ha una ricetta ufficiale: cambiava di famiglia in famiglia, a seconda di quello che c'era. Il risultato è un piatto interamente vegetale, sostanzioso e sorprendentemente moderno, che oggi verrebbe presentato come una virtuosa lotta allo spreco e che allora era semplicemente buon senso.
Il rito del raccolto e del vicinato
L'usanza rispondeva a una logica precisa. A fine luglio, terminate mietitura e trebbiatura, le famiglie facevano i conti con quello che restava nelle dispense prima della nuova annata: una manciata di fave qui, un pugno di ceci là. Ogni casa portava la sua parte, tutto finiva nello stesso pentolone e la zuppa veniva divisa fra tutti.
Il vicinato, nei Sassi, non era un modo di dire: era l'unità sociale su cui si reggeva la vita quotidiana, con il cortile in comune, la cisterna, il forno, i figli cresciuti insieme. La crapiata era il momento in cui quella comunità si contava e ringraziava per il raccolto. Per questo, ancora oggi, viene chiamata il piatto della condivisione.
Dove si celebra oggi
La ricorrenza cade il primo agosto e la città la vive in due luoghi diversi ma legati dalle stesse radici. Nel Sasso Barisano, in via Fiorentini, davanti alla chiesetta di Sant'Antonio Abate, la crapiata viene offerta gratuitamente insieme a un bicchiere di vino: una consuetudine ripresa nel 1972, quando un gruppo di amici decise di far rivivere la festa del raccolto secondo l'usanza delle famiglie dei Sassi, e portata avanti da allora.
L'altro appuntamento è al Borgo La Martella, il villaggio rurale nato negli anni Cinquanta per accogliere le famiglie che lasciavano i Sassi: qui la crapiata assume anche il valore di memoria collettiva di quello sfollamento e di chi ricominciò altrove.
In entrambi i casi l'atmosfera è quella di una festa di comunità: tavolate all'aperto, musica popolare, gente che si ferma a parlare. Non è un evento costruito per i turisti, ed è per questo che funziona.
Cosa mettere in tavola insieme
La crapiata chiede pochissimo per stare bene: una fetta di pane di Matera IGP, con la sua crosta scura e la mollica gialla, e un bicchiere di vino del territorio, dall'Aglianico del Vulture ai rossi e ai bianchi delle colline lucane. Nient'altro.
Se volete provare a rifarla a casa, ricordate due cose: l'ammollo lungo dei legumi secchi e la pazienza in cottura, aggiungendo gli ingredienti in ordine di tempo di cottura. È un piatto che perdona molto, tranne la fretta.
Come viverla al meglio
Il primo agosto a Matera fa caldo, quindi conviene arrivare verso sera, con acqua e scarpe comode: via Fiorentini è nel cuore del Sasso Barisano, si raggiunge solo a piedi ed è tutta un saliscendi. Per chi alloggia in centro storico sono comunque pochi minuti di cammino.
Un consiglio: non presentatevi con l'idea di una degustazione gourmet. La crapiata è volutamente povera e il suo valore sta nel gesto più che nella ricetta. Chiacchierate con chi la serve, chiedete come la faceva la nonna: uscirete con qualcosa di più di una cena.
Se poi la sagra vi ha convinti, la crapiata si trova anche fuori stagione nei menù di tradizione della città, in versioni più o meno fedeli. Per le informazioni sull'edizione in corso, sugli orari e sul programma della giornata fate riferimento ai canali ufficiali del Comune di Matera, dell'APT Basilicata e delle associazioni organizzatrici.
Dormite nel centro storico di Matera — L'albero della Vita
Due camere con bagno privato sotto volte in tufo, a pochi passi dai Sassi. Colazione inclusa, aria condizionata e cucina completa a disposizione degli ospiti.