Scendendo dalla Murgia verso la costa ionica il paesaggio cambia completamente: la pietra chiara lascia il posto alla pianura coltivata, alle pinete e alle spiagge sabbiose. Qui, tra il Bradano e il Basento, sorgeva Metapontum, una delle colonie greche più importanti dell'Italia meridionale. Da Matera si raggiunge in circa un'ora d'auto.
Metapontum, la città tra due fiumi
Metaponto, oggi frazione del comune di Bernalda in provincia di Matera, conserva le testimonianze monumentali di una città fondata da coloni achei nella seconda metà del settimo secolo avanti Cristo. Il nome stesso rimanda alla sua collocazione: tra due fiumi, il Bradano e il Basento, nel cuore di quella regione che sarebbe stata chiamata Magna Grecia.
La fertilità della piana metapontina fu la ragione della sua fortuna. La città prosperò grazie all'agricoltura, tanto che la spiga divenne il simbolo impresso sulle sue monete, e si affermò come centro politico e culturale di primo piano nel sistema delle colonie greche della costa ionica, insieme a città come Taranto, Sibari, Crotone ed Eraclea.
Oggi l'area archeologica si articola in due nuclei principali, distinti e complementari: il santuario extraurbano delle Tavole Palatine, presso il Bradano, e il parco archeologico dell'area urbana, che conserva il cuore civile e religioso della città antica.
Le Tavole Palatine e il ricordo di Pitagora
Le Tavole Palatine sono l'immagine simbolo di tutta la Basilicata ionica: i resti di un tempio dorico dedicato alla dea Hera, costruito in calcare locale in posizione isolata, su un rialzo naturale non lontano dal corso del Bradano. Delle trentadue colonne originarie ne restano in piedi quindici, e alcune conservano ancora tracce dell'antico rivestimento di stucco.
Un appellativo storico lega il monumento direttamente al pensiero antico: il tempio è stato a lungo chiamato Scuola di Pitagora, in memoria del filosofo e matematico che, secondo la tradizione, trascorse a Metaponto gli ultimi anni della sua vita. Camminare tra quelle colonne, con la campagna intorno e il silenzio, è un'esperienza che colpisce anche chi non ha una particolare passione per l'archeologia.
Il sito è di dimensioni contenute e si visita in tempi brevi, ma merita di essere affrontato con calma, magari nelle ore in cui la luce è radente e la pietra assume tonalità dorate. È anche uno dei luoghi più fotogenici dell'intera Basilicata.
Il parco archeologico dell'area urbana
A qualche chilometro di distanza si estende il parco archeologico che occupa l'area della città antica. Qui si riconoscono l'impianto del santuario urbano, con i basamenti dei templi dedicati alle divinità venerate dalla comunità, una porzione dell'agorà, l'asse viario principale e le strutture destinate alle assemblee dei cittadini.
Le architetture sacre documentano tanto l'ordine dorico quanto quello ionico, testimoniando la ricchezza e la varietà della committenza cittadina tra l'età arcaica e quella classica. Anche se dei templi restano soprattutto le fondazioni e gli elementi crollati, la lettura d'insieme dell'area consente di comprendere l'articolazione urbanistica della polis: un esercizio raro, perché pochi siti della Magna Grecia conservano con questa chiarezza il rapporto tra spazio sacro e spazio civile.
Il Museo Archeologico Nazionale
Il completamento naturale della visita è il Museo Archeologico Nazionale di Metaponto, che raccoglie i materiali provenienti dagli scavi della città e del suo territorio. Ceramiche, terrecotte votive, oreficerie, corredi funerari, elementi architettonici e oggetti della vita quotidiana raccontano non solo la città greca, ma anche le comunità indigene che abitavano l'entroterra e i rapporti tra le due realtà.
Visitare il museo prima o dopo i siti archeologici cambia molto la percezione delle rovine: gli oggetti restituiscono il volto umano di un insediamento di cui, all'aperto, restano soprattutto pietre e fondazioni. Per orari, giorni di apertura, biglietti e visite guidate è indispensabile consultare i canali ufficiali del museo e del parco archeologico, che possono variare nel corso dell'anno.
Il mare, le pinete e il resto della costa
Metaponto non è solo archeologia. La sua fascia costiera offre lunghe spiagge di sabbia fine, protette alle spalle da pinete che rendono piacevole la sosta anche nelle giornate più calde. È la combinazione ideale per una gita in famiglia: mattina tra i templi, pomeriggio in riva allo Ionio.
Proseguendo lungo la costa si incontrano altri luoghi legati alla storia della Magna Grecia e riserve naturali che tutelano ambienti dunali e boschi litoranei. Chi ha più tempo può costruire un itinerario di due giorni che unisce siti archeologici, mare e borghi dell'entroterra collinare, senza mai allontanarsi troppo dalla base materana.
Come organizzare la giornata da Matera
La soluzione più comoda è l'automobile: dal centro storico materano si scende verso la valle del Basento e si prosegue fino alla costa, per un tragitto che nell'insieme richiede all'incirca un'ora. Esistono anche collegamenti con autobus regionali e con la linea ferroviaria ionica: orari e tariffe vanno verificati sui siti ufficiali dei vettori, tenendo conto delle differenze tra periodo estivo e resto dell'anno.
Il consiglio pratico è partire presto, dedicare la prima parte della mattinata alle Tavole Palatine, proseguire con il museo e con il parco urbano e riservare il pomeriggio al mare o al rientro con calma verso Matera. Portate acqua, cappello e scarpe comode: le aree archeologiche sono in gran parte all'aperto e l'ombra, sulla piana metapontina, è una risorsa scarsa.
Dormite nel centro storico di Matera — L'albero della Vita
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