Il panorama dei Sassi di Matera sulla gravina
Il panorama dei Sassi di Matera sulla gravina

Chi arriva per la prima volta nei Sassi si accorge subito che le mappe servono a poco: le strade salgono sui tetti, i vicoli si chiudono in cortili, le scale sembrano ripetersi uguali. Eppure i Sassi hanno una logica limpida, e bastano pochi punti di riferimento per muoversi con sicurezza e godersi la passeggiata.

Tre parti, una sola città

I Sassi non sono un quartiere unico ma tre ambiti distinti. Al centro c'è la Civita, lo sperone roccioso più antico, sul quale sorgono la Cattedrale e i palazzi delle famiglie nobili. A nord ovest si apre il Sasso Barisano, così chiamato perché volge verso il versante rivolto a Bari. A sud si distende il Sasso Caveoso, che guarda verso Montescaglioso e verso la Gravina.

Tenere a mente questa tripartizione risolve gran parte dei dubbi. Se davanti a voi si alza il campanile della Cattedrale, siete in Civita o ai suoi piedi; se il panorama è ampio e digradante verso valle, con le grotte allineate a gradoni, siete nel Caveoso; se le facciate sono ricche di portali scolpiti e il tessuto costruito è più compatto, siete nel Barisano.

Il Sasso Barisano: portali, ipogei e discese dolci

Il Barisano è il rione dove la pietra è stata più costruita che scavata. Nel tempo, davanti alle grotte originarie sono cresciute facciate, archi e volte a botte, fino a formare un tessuto urbano compatto in cui la parte ipogea resta nascosta dietro portali di grande qualità. È il versante che si presta meglio a una prima passeggiata: le pendenze sono più graduali e i percorsi principali sono ampi.

Da qui si raggiunge la più grande chiesa rupestre della città, San Pietro Barisano, e si incontrano botteghe artigiane, laboratori di ceramica e spazi culturali ricavati in vecchie cave. Nelle sere d'estate è il rione più animato, mentre nelle prime ore del mattino diventa silenzioso e perfetto per le fotografie.

Il Sasso Caveoso: la cavea affacciata sulla Gravina

Il Caveoso deve il nome proprio alla sua forma: le case grotta scendono a gradoni come i settori di un teatro antico, aperte verso il canyon e verso il sole del mezzogiorno. Qui la componente scavata prevale nettamente: molte abitazioni sono grotte pure, con la sola facciata a chiudere l'apertura, e il paesaggio conserva un aspetto più arcaico.

In mezzo al rione emerge la rupe di Monterrone, con le chiese rupestri che ne occupano il fianco, e poco distante si trovano le case grotta visitabili e i belvedere più fotografati verso l'altopiano murgico. Le pendenze sono più decise che nel Barisano, quindi conviene affrontarlo con calma, meglio se al mattino presto o nel tardo pomeriggio.

La Civita: il perno che divide e unisce

La Civita è il cuore storico e il punto di riferimento visivo più affidabile. Circondata un tempo dalle mura, ospita la Cattedrale e i palazzi gentilizi e si affaccia da entrambi i lati sui due Sassi. Salire in Civita significa quasi sempre ritrovare l'orientamento: da lassù si vede dove si è stati e dove si vuole andare.

Il passaggio da un rione all'altro avviene aggirando o attraversando la Civita. Non esiste una sola via: molti percorsi si equivalgono, e il modo migliore per scoprirli è alternare le direzioni all'andata e al ritorno, senza la fretta di completare un anello preciso.

I punti d'appoggio per non perdersi davvero

Il primo riferimento è Piazza Vittorio Veneto, la grande piazza della città alta: dal suo belvedere si domina il Barisano e si ritrova sempre la strada per rientrare. Il secondo è il campanile della Cattedrale, visibile da quasi ogni angolo dei rioni. Il terzo è il fondo della Gravina: se si scende troppo si arriva al torrente, e da lì non resta che risalire.

Chi alloggia nel centro storico, a due passi dai Sassi, gioca in vantaggio: può entrare e uscire dai rioni più volte al giorno, scegliendo la luce migliore e rientrando per una pausa senza dover programmare tutto in anticipo. È il modo più naturale di vivere Matera, che cambia volto tre o quattro volte tra l'alba e la notte.

Regole non scritte per camminare nei Sassi

Nei Sassi si cammina spesso sopra la casa di qualcuno: molte abitazioni sono tornate a essere residenze, quindi conviene tenere un tono di voce basso la sera e non affacciarsi nei cortili privati. Le superfici in pietra diventano scivolose con la pioggia e con la rugiada del mattino, e i corrimano non sono ovunque: passo corto e attenzione ai gradini irregolari.

Infine, una raccomandazione che vale tutto l'anno: portare con sé dell'acqua, perché le fontane non sono frequenti, e valutare bene i percorsi che scendono verso la Gravina, che sono veri e propri sentieri escursionistici. Per quelli, verificate sempre stato e apertura presso i canali ufficiali del parco prima di incamminarvi.

Dormite nel centro storico di Matera — L'albero della Vita

Due camere con bagno privato sotto volte in tufo, a pochi passi dai Sassi. Colazione inclusa, aria condizionata e cucina completa a disposizione degli ospiti.